mercoledì 16 agosto 2006

Gli affari "unti" di Venezuela e USA

Pecunia non olet. Soprattutto se il denaro viene dal petrolio. Il Venezuela, per bocca del suo presidente Chavez, non perde occasione per dichiarare la propria decisa avversione per gli USA e per tutto ciò che rappresenta: "gli Usa sono il diavolo che dà vita al capitalismo". Come reagire quindi alla lettura dell'articolo di Simon Romero del New York Times che mostra, dati alla mano, l'intescambio commerciale tra i due paesi?
Il Venezuela è il quarto fornitore di greggio per gli Stati Uniti e la vendita di petrolio è aumentata nel 2005 del 36%, mica noccioline: stiamo parlando di 40,4 miliardi di dollari. Paradossalmente il maggior beneficiario del commercio di petrolio è proprio lo Stato, che possiede senza intermediari la Petròleos de Venezuela, produttrice, estrattrice e venditrice del petrolio venezuelano. In cambio di questa fornitura di petrolio, il paese centroamericano acquista beni industriali Usa con incrementi non indifferenti in valore percentuale: da 4,8 nel 2004 a 6,4 miliardi di dollari nel 2005.
E dove c'è il fumo, non può mancare l'arrosto. La Halliburton, una "oil services company" secondo l'asettica definizione del NYT, in realtà un colosso con le mani in pasta ovunque ci siano quantità abnormi di denaro che girano e fortemente collegata alla Casa Bianca grazie a Dick Cheney, conta ben 10 uffici in Venezuela impiegando circa 1000 persone.
Mi aspetto che anche Fidel Castro, prima di rendere l'anima, provveda a istituire una Camera di Commercio Cubano-Statunitense per la tutela del tabacco cubano e la commercializzazione di sigari.

1 Commenti:

Blogger doppiafila ha detto...

Eh sì, Chavez predica male... e razzola bene!!! :-)
Bentornato sul web!
Doppiafila

4:31 AM  

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