lunedì 28 agosto 2006

Storie di petrolio africano

Venti di nazionalizzazione del petrolio in Chad. Ieri infatti il presidente dello Stato africano ha imposto a due colossi come Chevron e Petronas di prendere le loro cose e abbandonare il paese. Un po’ come la fine di una storia d’amore. L’accusa finale? Una storia di tasse non pagate.
Le compagnie petrolifere avevano portato soldi fin dal 2003, consentendo tassi di crescita dell’economia chadiana anche del 20%. Per controllare l’attività di estrazione e per evitare abusi nella distribuzione dei proventi generati dal petrolio, era stato istituito – con l’aiuto della World Bank – anche un comitato di controllo con l’intento di destinare tali ricavi a progetti riguardanti la salute pubblica, l’istruzione e infrastrutture primarie. Le funzioni e le attività di questo comitato sono state boicottate fin dall’inizio dall’azione congiunta della Exxon e del governo.
Chevron e Petronas facevano parte di un consorzio guidato proprio da Exxon, che appare non sfiorata dal provvedimento, almeno per ora.
Dall’ottobre 2003 al dicembre 2005, il consorzio ha estratto ed esportato 133 milioni di barili, consentendo al governo chadiano di intascare il 12,5% su ogni barile.

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