lunedì 22 ottobre 2007

Soldi che puzzano nella campagna di Hillary?

Indagine niente male quella compiuta dal New York Post, che pone seri dubbi sulla provenienza di alcune donazioni per la campagna elettorale di Hillary Rodham Clinton. Senza giri di parole, il termine utilizzato è "riciclaggio". Si portano ad esempio gli indirizzi di alcuni donatori riportati nelle liste ufficiali, che risulterebbero domiciliati presso cliniche per malattie sessuali o presso negozi di beni contraffatti. Insomma, soldi che sembrano venire dal nulla. Strana apparirebbe anche la frequenza con cui lavoratori cinesi a basso reddito come lavapiatti o cassieri, o addirittura studenti, donano alla causa della senatrice moglie di Clinton migliaia di dollari.

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