martedì 26 giugno 2007

Londra acchiappa-società


Il mercato londinese dei servizi, si sa, attira capitali e persone. E' difficile però immaginare che il 50% delle società inglesi abbia proprietari esteri. Invece, non è soltanto un caso, ma un trend che ha visto trasformare nell'attuale 50% una percentuale che dieci anni fa era soltanto del 30%. Fondi pensione, fondi di private equity, insieme con sgravi fiscali mirati ai grandi operatori, hanno fatto la fortuna di avvocati e finanzieri londinesi.
C'è però un altro motivo, più nascosto e spesso ignorato: l'Inghilterra è la miglior testa di ponte verso i paradisi fiscali. Nessun paese del mondo industriale occidentale (perdonate la definizione forse anacronistica) come l'Inghilterra può vantare tanti trattati contro le doppie imposizioni con un gran numero di paradisi fiscali. Questi trattati rappresentano la chiave di volta per portare soldi all'estero e nasconderli legalmente alla tassazione nel paese in cui sono generati. Le isole di Jersey, Guernsey, Man, le Vergini Britanniche e le Cayman sono soltanto degli esempi. I tragitti monetari possono essere i più vari, esotici ed efficaci allo stesso tempo.

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