mercoledì 23 agosto 2006

Il caffè ci rende nervosi

Il caffè costa tanto. Non è una semplice considerazione da bar, ma l’osservazione delle quotazioni di una delle commodity più scambiate al mondo.
La qualità robusta, la meno pregiata in confronto alla qualità arabica, ma anche la più usata per la preparazione del caffè istantaneo (molto diffuso nel mondo, molto meno in Italia) ha infatto raggiunto il prezzo più alto negli ultimi sette anni alla Borsa delle merci di Londra: 1.668 dollari USA per tonnellata. Negli ultimi 12 mesi l’incremento è stato del 50%.
I motivi che hanno condotto all’aumento dei prezzi sono una domanda sempre maggiore (della serie “siamo tutti nervosi”) e alcuni fattori climatici che mettono a rischio il raccolto proveniente dal Vietnam, primo produttore al mondo di robusta e secondo in assoluto dietro al Brasile. Nel breve-medio termine si prevedono ulteriori aumenti delle quotazioni.
Facile immaginare l’effetto moltiplicativo degli aumenti dal produttore fino al cliente finale, ovvero tutti noi che beviamo il caffè al bar.
Come se tutto questo non bastasse, i consumatori “gusteranno” anche l’allineamento dell’aliquota IVA su prodotti dolciari prevista dal decreto Bersani, ovvero un incremento del 10% dell'imposta indiretta.
Insomma, state attenti quando entrate in un bar per ordinare cappuccino e brioche!

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