giovedì 20 novembre 2008


Sono sempre rimasto in qualche modo ipnotizzato dalle corse da criceto in laboratorio delle borse mondiali. Il trader europeo si sveglia presto la mattina per seguire la fine della giornata borsistica giapponese, che ovviamente è influenzata dai risultati della borsa di NY che ha chiuso tre o quattro ore prima dell'apertura giapponese. Il risultato giapponese dà un'indicazione ai mercati europei, che vivono quindi la loro giornata in attesa dell'apertura della borsa di NY nel primo pomeriggio (sempre European time) per lasciarsi quindi guidare da quanto accade oltre oceano. Quando le borse europee chiudono, Wall Street è alle prese con la tarda mattinata e i trader USA prima guardano ovviamente quello che è appena successo in Europa, poi vanno per la loro strada, per guidare quindi ancora la nuova apertura della borsa di Tokyo. Insomma, un bel "gira la ruota!". Ci fossero anche i soldi per comprare le vocali e le consonanti ...

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domenica 29 aprile 2007

Luna Rossa si quota in Borsa?


E' questa l'ipotesi lanciata dal Financial Times e riportata (almeno questa mattina) sull'homepage del sito con tanto di foto della barchetta di Prada. L'indiscrezione nasce dalla ricerca in atto di un esperto di investor relations e dall'intento di rinforzare il settore finanza&comunicazione.
I numeri di Prada non sono male: in salita i ricavi del 2006 dell'8% rispetto all'anno precedente e gli utili prima di tasse e ammennicoli vari anch'essi su del 24% (236 milioni di euro).
Secondo FT, anche altri rappresentanti della moda made in Italy - Versace, Ferragamo e Damiani - starebbero considerando la stessa mossa. Il motivo? La ricerca di soldi freschi e spendibili per conquistare i mercati emergenti, in particolare i BRIC (Brasile, Russia, India e Cina).
Insomma, il parco buoi mette i dindi e loro scorrazzano con la barchetta a Valencia.

E io dico ancora ch'aspetta a me,
for' 'o barcone stanott'ê ttre,
e prega 'e Sante pe' mme vedé...
Ma nun ce sta nisciuna...

(da Luna Rossa di Luciano Tajoli)

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sabato 28 aprile 2007

Burger King ingrassa


Lo sapevamo tutti che mangiare nei fast food non fa proprio bene alla salute e che l'apporto calorico di un pasto consumato in questi posti è più che sufficiente a minare la funzionalità di fegato e cuore. Nonostante questo, il terzo trimestre (gli americani che vivono la Borsa ragionano soltanto in termini di "quarti" di anno) di Burger King ha registrato ben 34 milioni di dollari di utili netti (si veda anche qui e qui). Pare che il successo del periodo sia il menù mattutino, lanciato per combattere il dominio - fino ad oggi - di McDonalds in quelle ore cruciali della giornata. Le aspettative degli analisti sono di un incremento dei ricavi nell'ordine del 6-7% alla fine dell'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
E tutto ciò senza risparmiare investimenti per conquistare anche il mercato asiatico: Hong Kong e Macao, mecche degli affari e del gioco d'azzardo asiatico, saranno presto colonizzate dal re dell'hamburger.
A New York il titolo ha guadagnato il 42,12% negli ultimi sei mesi.

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