mercoledì 16 luglio 2008

Innocenti evasioni e tangenti di campagna


Ormai da anni il gossip non è soltanto tette e culi ben esposti al vento, ma sempre più è soldi rubati, evasi, fumati, aspirati, tangentati. Negli anni abbiamo visto sportivi e politici, cantanti e affaristi, spostare la propria residenza con trucchetti da bambini od organizzare reti di società piene di buchi dai quali lasciare entrare quei cattivoni della Guardia di Finanza.
Gli ultimi giorni ci parlano della Ventura e di Del Turco. Due casi diversi, ma che ci descrivono l'approssimazione con cui lavorano alcuni consulenti e l'ingenuità dei metodi di raccolta delle tangenti.
Capitolo Ventura. Ma vi pare possibile dedurre dalla propria dichiarazione dei redditi o da quella della società di cui si è soci (senza ricoprire cariche operative, almeno sembra) mobili per la cucina, cure termali, il noleggio di un elicottero, la costruzione di una piscina, la ristrutturazione della casa? Non nego che il noleggio
dell'elicottero possa essere una spesa deducibile alla voce costi per trasferte e/o rappresentanza (anche se il socio o il collegio sindacale - se c'è - avrebbero dovuto o potuto dire qualcosa al riguardo), ma i mobili per la cucina? Mah. E ancora, come è possibile dedurre dalla dichiarazione di una srl spese effettuate da una persona fisica a titolo personale con carte di credito personali e per di più senza farsi rilasciare fattura? Si parla di 1,1 milioni.
E veniamo alle tangenti di campagna. Le buste con i soldi scambiate nei bagni del Pio Albergo Trivulzio da Mario Chiesa sono retaggi di un passato più lontano dell'Illuminismo.
Be', non so a voi che effetto abbia fatto, ma leggere di sacchetti per la spesa riempiti con soldi "sporchi", svuotati, e poi di nuovo riempiti con quattro mele (mele!) per non destare sospetti nell'autista dell'imprenditore "tangentato", mi ha condotto alla paresi facciale temporanea. Per di più, il corruttore riceveva i soldi in casa. In casa! E poi, i soldi contanti che venivano diligentemente versati sul proprio conto corrente bancario, con giroconti e assegni circolari, come se niente fosse. Bisogna essere davvero in preda a deliri di onnipotenza per pensare che tutto ciò sia semplicemente possibile.
Ma dico io, hai flussi di tangenti per milioni e non ti organizzi con un banale pagamento estero su estero? Sono sicuro che c'è qualcosa che mi sfugge.

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martedì 22 maggio 2007

Il nuovo corso della Svezia: mazzette e "passaporti" falsi per il web.


Chi ormai ha qualche anno alle spalle forse ricorderà un telefilm degli anni '70 ambientato in Svezia, "Emil": aria fresca, vita agreste e buonismo in dosi massicce. I tempi cambiano e negli ultimi due giorni un paio di notizie hanno attirato la mia attenzione, dirigendola verso il paese scandinavo.
Tanto per cominciare, esiste un ufficio anti-corruzione, e già questo potrebbe essere visto come un segno
dei tempi. Il problema è che tale ufficio lavora a pieno ritmo, attualmente impegnato in investigazioni su mazzette pagate dalla Saab in Austria e nella Repubblica Ceca per "piazzare" l'aereo da combattimento Gripen e in altre mazzette, pagate questa volta in Argentina dalla Skanska, per investimenti relativi alla costruzione di un gasdotto. La scusa, banale: "il business all'estero funziona così". Noto con piacere che pur parlando di tangenti e mazzette, il nome dell'Italia non figura.
La seconda notizia, più sfiziosa, riguarda una società che vanta con orgoglio una sorta di pirateria informatica e si erge a paladina dei "cambi" di nazionalità sul web. La loro attività è diretta contro gli interessi corporativi dei governi e delle società, che vietano ai cittadini del mondo di usufruire a pieno di tutte le risorse che il web offre loro. Il costo per il "country shifting", ovvero per raggiungere i siti di interesse, spacciandosi come utenti provenienti da provider di paesi diversi da quello di reale appartenenza, costa poco: a partire da soli 4 euro al mese. Insomma, nascondiamoci dietro falsi indirizzi IP per godere appieno della libertà di internet. Non a caso, la società è sponsorizzata, non in soldi ma con "opere di bene", dal Pirate party, un partito che alle ultime elezioni svedesi è riuscito a intercettare ben 35000 voti in un paese che non arriva a 9 milioni complessivi di abitanti.

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