giovedì 3 maggio 2007

Soldi da lontano in Inghilterra


Una volta erano soltanto terre lontane, buone da colonizzare e in alcuni casi neanche quello era un buon motivo per spingersi così lontano. Adesso da quelle stesse terre arrivano soldi, e non pochi, a ravvivare la già scoppiettante finanza londinese.
E' il caso dei soldi indiani che prendono decisamente la via dell'ovest e si dirigono verso il mercato inglese, dove gli investimenti indiani già contano per il 16% del totale degli investimenti esteri, secondi soltanto agli USA. La somma che affluisce in UK è vicina ai 75 miliardi di euro dai 56 di soltanto due anni fa. L'attrattiva inglese è data dal fascino europeo, condito con la dimestichezza anglosassone a favorire investimenti e, ovviamente, anche dalla lingua. Un caso di colonizzazione al contrario?

Tanto per non sbagliare, anche i soldi tailandesi cercano la giusta congiunzione con un investimento inglese. E quale investimento è più di moda del calcio inglese, già meta di ricchi e straricchi di tutto il mondo? L'ex premier del paese asiatico Thaksin Shinawatra, osteggiato dai militari e messo nell'impossibilità di fare politica, sta pensando di consolarsi acquistando la squadra del Manchester City. Thaksin avrebbe fatto fortuna col rutilante mondo delle telecomunicazioni, vendendo la propria società - Shin Corp. - a un'impresa di Singapore.

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mercoledì 2 maggio 2007

Via col vento in India


L'India è il quinto produttore mondiale di energia eolica. Un paese sempre più affamato di energia e spesso - a torto - ritenuto indietro nello sviluppo di scenari eco-compatibili. Invece, il sub continente non ha paura di investire, anche attraverso sgravi fiscali rilevanti, nell'energia prodotta dai venti che soffiano soprattutto nelle regioni meridionali dell'enorme territorio a disposizione.
La Suzlon, società capostipite nella produzione di macchinari per la produzione di energia eolica, è sul mercato dal 1995 e sigla importanti contratti multimilionari (in dollari) con colossi industriali consapevoli della guerra ambientale che devono fronteggiare: Tata, Reliance Energy, Tata e la governativa Hindustan Petroleum.

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Caro vecchio petrolio, per sporchino che tu sia ...

I norvegesi hanno avuto molti regali dalla natura e dalla storia: sono pochi in un territorio piuttosto esteso, anche se non sempre ospitale, passano per tranquilli amanti della madre terra e sono indecorosamente ricchi di petrolio (terzi esportatori al mondo, dopo Arabia Saudita e Russia). Nel settore degli investimenti si ergono a giudici di moralità, destinando somme vicine ai 300 miliardi di dollari (soltanto negli ultimi dieci anni) a un fondo che accumula azioni e obbligazioni di società che ritengono "etiche": si tratta del Fondo Pensioni Governativo, un colosso capace di spostare sensibilmente i corsi azionari delle società coinvolte. Questo è tanto vero da suscitare anche reazioni forti dalle diplomazie USA che vedono numerose proprie società messe all'indice.

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