lunedì 7 gennaio 2008

Affari d'oro per Mc Donald's in UK

E' l'ennesima dimostrazione che, di base, in Inghilterra si mangia male. Sì, lo so, a Londra ci sono ristoranti eccezionali, il fascino è assicurato, ecc. ecc. Ma io parlo di media nel Regno Unito. Un articolo del The Australian ci informa che McDonald's non ha mai venduto tanti hamburger in UK da quando ha aperto, ben 34 anni fa.

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lunedì 23 luglio 2007

... e quella dei reggiseni


La chiamano così in Inghilterra, indicando i problemi che il settore tessile europeo, e inglese in particolare, devono fronteggiare a causa della produzione cinese.
Si sa, le barriere al commercio creano inefficienza, ma il protezionismo alligna sovrano in alcuni settori, e nessuno è indenne. Alcuni paesi, come Italia e Francia, sono favorevoli a una proroga almeno annuale dei dazi all'importazione di capi cinesi, mentre i rivenditori al dettaglio inglesi lamentano che i propri colleghi francesi e italiani non hanno fatto beneficiare i consumatori della riduzione dei prezzi dei prodotti cinesi, ma di essersi arricchiti alle loro spalle. Sembra invece che in UK i prezzi al dettaglio dei capi di abbigliamento siano scesi del 50% in dieci anni.
Insomma, parità di ribassi per tutti.

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lunedì 7 maggio 2007

Il calcio inglese porta YouTube in giudizio e i soldi in cassa


Il motivo è il solito: violazione del santissimo copyright, protettore di tutte le squadre e alimentatore dei denari delle squadre di calcio. L'azione giudiziaria è stata presentata a New York congiuntamente dalla English Premier League e dall'editore musicale Bourne. Secondo questi ultimi, YouTube avrebbe consapevolmente e continuamente incoraggiato gli utenti a navigare nel proprio sito al fine di aumentare il numero di visite e alzare quindi il profilo.
Nessuna sorpresa, invece, se il valore televisivo della Premiership (la serie A inglese) aumenta e spinge a vere e proprie guerre per l'ingresso nell'olimpo. Secondo uno studio di Deloitte, la promozione dalla serie B alla A comporterebbe un vantaggio economico che può arrivare anche a 60 milioni di sterline (più o meno 85 milioni di euro).

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giovedì 3 maggio 2007

Soldi da lontano in Inghilterra


Una volta erano soltanto terre lontane, buone da colonizzare e in alcuni casi neanche quello era un buon motivo per spingersi così lontano. Adesso da quelle stesse terre arrivano soldi, e non pochi, a ravvivare la già scoppiettante finanza londinese.
E' il caso dei soldi indiani che prendono decisamente la via dell'ovest e si dirigono verso il mercato inglese, dove gli investimenti indiani già contano per il 16% del totale degli investimenti esteri, secondi soltanto agli USA. La somma che affluisce in UK è vicina ai 75 miliardi di euro dai 56 di soltanto due anni fa. L'attrattiva inglese è data dal fascino europeo, condito con la dimestichezza anglosassone a favorire investimenti e, ovviamente, anche dalla lingua. Un caso di colonizzazione al contrario?

Tanto per non sbagliare, anche i soldi tailandesi cercano la giusta congiunzione con un investimento inglese. E quale investimento è più di moda del calcio inglese, già meta di ricchi e straricchi di tutto il mondo? L'ex premier del paese asiatico Thaksin Shinawatra, osteggiato dai militari e messo nell'impossibilità di fare politica, sta pensando di consolarsi acquistando la squadra del Manchester City. Thaksin avrebbe fatto fortuna col rutilante mondo delle telecomunicazioni, vendendo la propria società - Shin Corp. - a un'impresa di Singapore.

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