sabato 5 gennaio 2008

Più libri (ma non solo) per Amazon, meno caffè per Starbucks


Le raccomandazioni degli analisti per gli acquisti in Borsa negli USA. Amazon va bene, Starbucks no.
Amazon sfrutta a dovere, e dovrebbe continuare a farlo nel 2008, un ottimo marchio ed efficaci programmi di fidelizzazione.
Starbucks, come gli accidentali lettori di questo blog sanno (qui, l'ultimo post in materia), sconta difficoltà economiche non totalmente proprie: è difficile pagare 3 o 4 dollari un semplice caffè quando tutto intorno la crisi dei mutui ha creato molti nuovi poveri. L'esperienza sensoriale non può pagare sempre. Così come il fascino originale evapora, disperso tra prestigiosi accordi di co-marketing con Apple e PaulMcCartney o nuovi servizi di pasti caldi (!). Malattia da gigantismo, ma i fondamentali economici sono solidi e i titoli invece talmente bassi che è difficile non pensare a un recupero nel medio-lungo periodo. Insomma, palati forti per poche gocce di caffè.

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martedì 13 novembre 2007

Il caffè equo non è buono


Interessante, anche se breve, intervista del Signor Illy alla BBC (qui, il link: il video è visibile nella sezione Business). Pochi concetti, ma chiari: "smettiamola con questa storia del caffè equo e sostenibile, che in pratica significa soltanto comprare a prezzi bassi un prodotto di bassa qualità. Educhiamo invece il consumatore a pretendere un caffè di alta qualità: probabilmente sarà disposto a pagare un po' di più, ma il livello medio della qualità non potrà che salire. Di conseguenza, non potrà che migliorare anche la qualità della vita a monte della filiera". Interessante, no?

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lunedì 6 agosto 2007

Starbucks al contrario?


Come più volte menzionato in questo blog, numerosi sono i motivi che per ora tengono lontana Starbucks dall'Italia. Non è vero però il contrario: catene di caffè italiane provano a sfondare nel mercato USA. E' il caso di Mokarabia Coffee Bar, catena di bar italianissima con una dozzina di punti vendita in Italia e un'apertura anche a Dubai.
Ora è il tempo di provare con gli Stati Uniti: è prossima l'inaugurazione a Verrado, nei pressi di Phoenix, in Arizona. Sarà una storia di successo?

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martedì 19 giugno 2007

Quando si dice "il caffè è un'arte"

giovedì 7 giugno 2007

Il caffè che fa girare il mondo ... persino in Cina


I cinesi bevono sempre più caffè, che punta ormai a un traguardo soltanto pochi anni fa impensabile: sostituire il tè come bevanda preferita del Celeste Impero. Per adesso, il consumo di caffè è soltanto un decimo di quello del tè, ma in passato, costumi e abitudini occidentali come bere appunto il caffè avrebbero persino potuto portare in prigione. Da qui un'assenza culturale della bevanda che è durata decenni. Non sembri troppo strano invece che anche in Cina si coltiva il caffè: la qualità del prodotto anzi aumenta in proporzione alla domanda e l'arabica della regione dello Yunnan è sempre più richiesta persino in Giappone. L'export cinese di caffè è aumentato del 40,8% nel primo trimestre dell'anno scorso, mentre l'import è calato, anche se di poco.
Intanto, negli USA, dietro gli ancora inarrivabili Starbucks e McDonald's (sì, anche il clown degli hamburger vende caffè e pure tanto. Incredibile, vero?) i piccoli spacciatori di caffeina cercano di crescere rubando qualche angolo all'oligopolio. Pensate che esiste addirittura una societàdi consulenza sul mondo del caffè e della sua distribuzione che si chiama Bellissimo Coffee InfoGroup. In questo lungo articolo, alcuni esempi delle guerre tra bar/catene/distributori di caffè e del clima che regna in un mercato ricco e alla moda come quello della bevanda più bevuta al mondo.

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martedì 8 maggio 2007

I giovani giapponesi che dormono nei cybercafè


Per chi non è mai stato in un cybercafè giapponese, sappia che non ha molto a che vedere con quelli che siamo abituati a vedere in Italia. Lo standard è elevatissimo, alcuni hanno delle vere proprie stanze, arredate con scrivania, poltrona superergonomica, pc potentissimi, collezione di manga, lampade da tavolo e altre cose che possano rendere piacevole il tempo trascorso lì.
E' un'abitudine che prende sempre più piede specialmente a Tokyo, dove il costo della vita è aumentato a tal punto da vedere nell'internet cafè un'oasi a buon mercato: per alcuni giovani senza lavoro è una vera e propria casa e per gli impiegati che vogliono schiacciare un riposino è un rifugio sicuro. Per una somma fra i 1400 e 2400 yen (9/15 euro) è possibile addirittura passare un'intera notte e le bevande e la tv sono incluse.
Qui, altre info al riguardo.

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mercoledì 25 aprile 2007

Illy apre a Washington


E' un caffè dentro un hotel della catena Marriott, nella centrale M Street, l'ariete con il quale Illy intende sfondare sul mercato americano. Lo annuncia il Washington Post, che all'evento dedica un breve articolo. Dopo alcuni esperimenti propedeutici allo sbarco negli Usa, la scelta è caduta su una soluzione forse meno rischiosa del negozio/marca, ma di prestigio.
Chissà se il concetto "sociale" di caffè potrà mai attecchire oltre Atlantico.

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venerdì 15 settembre 2006

Starbucks citata in tribunale


L’amministrazione della giustizia negli USA non è facile da capirsi per noi europei continentali (gli inglesi capiscono meglio e non è solo una questione di lingua). Starbucks, il colosso della distribuzione di caffè e bevande, decise di attuare una campagna promozionale inviando voucher per una bevanda omaggio ai propri impiegati nel Sud-Est degli Stati Uniti, invitandoli a inoltrare tale offerta a parenti ed amici. Purtroppo per Starbucks, la diffusione dell’omaggio viaggia sul web senza limiti, fino a costringere la società a sospendere l’offerta e a negare agli avventori con il voucher la loro bevanda preferita. Un cliente di New York ha però coinvolto un avvocato, sentendosi defraudato ed accusando Starbucks di frode. Teoricamente è possibile una class-action che potrebbe portare a un risarcimento per danni di molto superiore ai 100 milioni di dollari. Alcuni esperti ipotizzano uno scarso successo, ma avere un sistema giuridico che ti consenta di farlo è comunque un colpo forte.

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